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La Cappelli Editore nasce nel 1880 su iniziativa di Licinio, che aveva ereditato la tipografia di Rocca San Casciano del padre Federigo, già impegnato da tempo nella piccola ma significativa attività di tipografo-libraio a livello locale.
Con l’apertura a Bologna della Libreria Editrice Internazionale Cappelli, e il trasferimento della casa editrice nello stabile attiguo di Piazza Galvani, la nuova sede diventa crocevia intellettuale della città. Quell’autentico spirito romagnolo di Licinio Cappelli aveva scelto, forse non a caso, di sfidare la carducciana libreria Zanichelli - rivale, nel senso originario di dirimpettaia -, ospitata proprio nel portico a fronte della stessa piazza.
Basterà ricordare che in quei primi decenni del Novecento un intellettuale e uomo politico come Rodolfo Mondolfo è chiamato a dirigere la collana di testi filosofici e pedagogici; che nel 1924 la prima edizione de La coscienza di Zeno, segnalata da Piero Gobetti, esce per i tipi della casa editrice bolognese; che nel 1938 prenderà avvio la straordinaria impresa de La storia di Roma, una collana a cui parteciperanno i maggiori specialisti dell’epoca (e oltre), dedicata non solo alla storia civile e politica dell’Urbe dalla fondazione alla contemporaneità, ma anche alla Lingua di Roma (curata da Giacomo Devoto) e all’arte (da quella antica a quella rinascimentale a quella seicentesca…).
Con il secondo dopoguerra l’attività della casa editrice si concentra anche sul teatro e sul cinema, per merito soprattutto di Carlo Alberto. Mecenate e sovrintendente, fra l’altro, dell’Arena di Verona, intuì l’importanza di affidare a Renzo Renzi l’organizzazione e la gestione di una serie di collane che accompagnarono una stagione particolarmente feconda del cinema italiano, quella segnata, per intenderci, da maestri come Antonioni, Fellini e Visconti.
Il magistero nelle arti, nella storia e nella filosofia non era però rimasto confinato agli specialisti. Ben presto si era allargato anche al versante scolastico: ne sono testimonianza le innumerevoli edizioni di Urbis et Orbis (la prima alla fine degli anni Quaranta), la grammatica latina di Vittorio Tantucci che per oltre quarant’anni ha incrociato il percorso scolastico di tanti giovani, e la classica Sintassi latina di Alfonso Traina.
Sempre sensibile all’evoluzione culturale e professionale della realtà circostante, la casa editrice ha fornito con i suoi testi di Tecnologia e Meccanica gli strumenti su cui si sono esercitati (e ancora si esercitano) generazioni di allievi dei prestigiosi Istituti Tecnici bolognesi (le Scuole Aldini, in primis, che hanno fornito autori quali Giovanni Villani e Alfredo Secciani) e italiani.
Anche sul fronte della cultura scientifica la Cappelli ha prodotto testi memorabili, come il Corso di biologia di Maria Cori e le Scienze della Terra di Maria Luisa Colalongo.
A questa tradizione scolastica si ricollega oggi quella che, dopo il passaggio di proprietà, fu chiamata Nuova Cappelli e che dal 1977 è passata sotto il controllo del Gruppo Editoriale Milano (GEM).
Erede di un patrimonio culturale che affronta ormai il terzo secolo di vita, la Casa editrice Cappelli continua nel Duemila la sua produzione di testi per la Scuola Primaria di Secondo grado e per la Scuola Secondaria. Nel solco di una tradizione, rinnovata in ambito umanistico da autori come Franco Ferrari, Marcello Giappichelli, Anna Giordano, Walter Peruzzi, Francesco Piazzi, è pronta ad estendere alle nuove tecnologie l’insegnamento di Giovanni Villani e ha allargato i suoi interessi alle nuove professionalità proponendo manuali per gli Istituti Alberghieri e per il Turismo.
Nei prossimi anni, lo spirito di iniziativa di Licinio Cappelli avrà modo di misurarsi con le prospettive di riforma di una scuola che, accanto agli strumenti messi a disposizione dall’informatica e da Internet, avrà ancora bisogno dell’ausilio unico che il libro di testo costituisce nel processo educativo dello studente. |